ALF (Global Awareness of Life Form)

                      Nuova rivoluzionaria visione dell'esistenza umana

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Realtà ed immaginazione

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Realtà ed immaginazione sono le due opportunità nelle quali ogni individuo può esprimere la propria esistenza.  

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La realtà:

è imposta dalle leggi fisiche che guidano la materia. Leggi che fanno funzionare

 il nostro corpo secondo un principio biologico sensoriale che si può definire

 impropriamente “meccanico”.

 
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L'immaginazione:

consente invece ad ognuno di assumere una coscienza astratta capace di dare

 un significato illusorio alla propria esistenza.

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In pratica la vita racchiude in sé due distinti stati: il primo, reale, coinvolge tutti in regole fisiche prefissate impossibili da cambiare; il secondo, irreale, riguarda il significato illusorio dell'individuo, il quale è derivato dalla propria supposizione (immaginazione)

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Due differenti modi di vivere la propria esistenza che, in teoria, dovrebbero risultare chiaramente distinguibili, constatate le loro differenti prerogative. In realtà tutti sappiamo che le cose non vanno propriamente cosi. Sembra che addirittura esista un inconscio

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rifiuto mentale 

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nel volerle dividere, constatato come in generale, non viene manifestata alcuna vera volontà di attuare una chiara e precisa distinzione tra loro. 

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Non stabilire alcun parametro di riferimento per separare 

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le verità reali da quelle astratte,

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ha indotto i rappresentanti della cultura a prendere abbagli clamorosi. La storia è testimone di come l’umanità sia stata persuasa a credere in supposizioni che oggi appaiono palesemente assurde, ma che, a suo tempo, furono assunte come indiscutibili verità. 

Alcune di quelle assurde supposizioni, sono arrivate finanche ai nostri giorni perché l’adattamento all’ambiente le ha imposte alle generazioni successive. In questo modo si è convinto un numero incredibile di persone a seguire concetti che in realtà sono controproducenti per la società

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E’ davvero fondamentale avere conoscenza di quali siano i veri presupposti su cui poggiano alcune di quelle che oggi vengono spacciate per verità conclamate. In questo testo ne vengono esaminate solo alcune. 

Un esempio lo troviamo in "Creazione", Big Bang e Buchi Neri", ovvero

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Dio ha creato l’universo o l’universo è sempre esistito? 

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Quanti fiumi d’inchiostro sono stati spesi per risolvere la questione. Quanto tempo sprecato e soprattutto quante speculazioni sono state costruite su di essa. Se applichiamo invece l’analisi "oggettiva" al nostro problema otterremo solo una diretta, incontestabile risposta: 

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l’universo è sempre esistito. 

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Ad asserirlo non è una semplice supposizione ma le leggi della termodinamica, le quali dicono che nell’universo nulla si crea e nulla si distrugge, di conseguenza esse impongono di accettare tale asserzione come un'incontestabile legge del mondo reale.

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Commenti all'asserzione:

Questa legge è scritta nell’oggettività del mondo reale, provata da indiscutibili responsi scientifici, quindi deve essere accettata, anche da un punto di vista teologico, come 

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legge sanzionata da Dio

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Sino a quando non sarà provato che è fisicamente possibile creare o distruggere la materia, tale legge deve essere obbligatoriamente considerata la sola possibile, reale soluzione al nostro quesito.

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Per supportare l’ipotesi della creazione, come atto iniziale dell’esistenza del Tutto, è indispensabile costruire con l’immaginazione un’entità capace di farlo. Ma, in questo modo, verrebbe violata la regola primaria della ricerca oggettiva, la quale impone di 

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non accettare concetti puramente immaginari

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La motivazione che ha indotto la formulazione dell’ipotesi sulla “Creazione”, quale opera di una possibile Divinità, è nata in tempi nei quali non era possibile conoscere come il mondo fosse fisicamente strutturato. Di conseguenza, era inevitabile che gli uomini giungessero ad errate conclusioni; quella ipotesi era la verità di quei tempi, tempi nei quali le cose andavano molto differentemente da come oggi la gente perlopiù immagina.

Esistono inoltre motivazioni, legate ai condizionamenti subiti dall’uomo nel corso dei millenni, in grado di spiegare il perché l’umanità è ancora indotta a credere in concetti non supportati da analisi razionali (argomento non trattato)

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Il big bang e i buchi neri sono le teorie oggi più accreditate a spiegare la creazione e la fine dell’universo. Queste, ipotizzano un processo in cui il Tutto ha un inizio con il Big Bang ed una fine con il Buco Nero. Due ipotesi che sono solo una parte di verità in quanto esse partono da un universo che è espressione di una sola irripetibile esistenza. Tali teorie sono degne di considerazione perché esistono prove empiriche che le confermano, mentre, razionalmente non è sensato pensare che l’universo nasca e finisca dal nulla. Ultimamente è stata pubblicata una teoria che risulta essere la sola a rispettare le regole richieste dall'oggettività razionale: il ciclo continuo tra big bang e buco nero. Con il Big Bang viene liberata l’energia capace di creare la dimensione tipica del nostro universo. La materia sviluppata è costituita da atomi di idrogeno, vale a dire atomi leggeri che possiedono al loro interno la massima energia potenziale. Nel corso del tempo questi atomi si combinano, emettendo energia, a formare nuovi composti. Con dette trasformazioni essi diventano sempre più pesanti e lo spazio sempre più caldo per effetto del calore emesso nelle trasformazioni. Quando la materia, per effetto della gravità, arriva ad essere talmente aggregata da formare un Buco Nero, questo attrae a sé, non solo la materia circostante, ma anche l’energia dispersa nello spazio sotto ogni forma. A questo punto l’atto finale chiude il cerchio: l’enorme gravitazione interna al Buco Nero, prima di raggiungere il punto critico, inserisce di nuovo l’energia all’interno di ogni singolo atomo rigenerandolo e ripristinando la situazione originaria per un nuovo Big Bang. 
Questa, è solo una delle teorie espresse sulla Creazione, ma rappresenta la sola che non trasgredisce le leggi della termodinamica. Allo stesso tempo, essa smentisce l’esistenza di quel “nulla”, scientificamente inaccettabile, dal quale, secondo le asserzioni di gran parte delle religioni, avrebbe dovuto derivare l’entità che creò l’universo. 

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