ALF (Global Awareness of Life Form)

                      Nuova rivoluzionaria visione dell'esistenza umana

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

Home

..

Argomenti

.

.

Origine dei poteri occulti

.

Gli esseri umani cominciarono a prendere coscienza quando l’evoluzione operò una radicale modifica genetica a livello cerebrale. Gli animali, che fino ad allora agivano per istinto, assunsero la capacità di gestirsi attuando scelte ragionate. Al crescere di tale capacità, aumentò anche l’interesse per quello che li circondava, spingendoli ad elaborare nuove soluzioni ai problemi della vita. Costretti a fronteggiare fenomeni inquietanti di cui ignoravano l’origine e le cause, taluni eventi naturali come terremoti, eruzioni, alluvioni, malattie, etc, dovevano costituire causa di apprensione maggiore di quella rappresentata dalle belve o dai nemici. Quel bisogno di sapere fu l’inizio che portò allo sviluppo del potere occulto.

.

A quei tempi la sopravvivenza degli uomini era basata sulla supremazia della forza, di conseguenza fu logico loro supporre che, se esisteva un “qualcosa” in grado di provocare simili flagelli, questi doveva essere immensamente potente. Nessuno però, che rientrasse nella sfera delle loro esperienze, corrispondeva ad una tale creatura, furono quindi costretti ad attingere all’immaginazione dando vita e spessore ad entità “soprannaturali”. Tali capacità vennero attribuite ad

.

ipotetici Spiriti o Divinità,

.

da cui dovevano derivare gli eventi del mondo. Da loro dipendeva l’esistenza e la sopravvivenza degli uomini i quali, per beneficiare della loro benevolenza, usarono ogni sorta di preghiere, offerte e sacrifici. Questo tipo di indirizzo soprannaturale, che tuttora è presente in talune popolazioni rimaste allo stato primitivo, si trasformò col tempo in forme di religione. 

Successivamente, crebbe negli uomini il desiderio di non morire completamente, inducendoli al rifiuto del concetto di morte assoluta. Quegli uomini, non potendo evitare la morte fisica, furono costretti nuovamente a ricorrere al mondo dell’immaginario. La paura della morte li spinse a concepire l’idea che quelle Divinità, cui si volgevano, potevano volendo, farli assurgere ad un regno di letizia. 

.

Le prime religioni politeiste, basate su concezioni ovviamente primitive, si svilupparono migliaia di anni fa. Per esempio, in Egitto, il diritto all’immortalità era anticamente riservato esclusivamente al Faraone, ritenuto figlio delle Divinità e solo successivamente tale privilegio fu esteso ad un numero di persone appartenenti a classi più modeste. La possibilità di acquisire tale onore, da parte dei meno abbienti, si ebbe più tardi come manifestazione della generosità dei loro Dei che, a riconoscimento delle sofferenze terrene, li compensava dei sacrifici che il popolo era disposto a compiere in loro nome. In realtà tale estensione avvenne sotto la minaccia di rivolte, per soddisfare il malcontento della gente che riteneva ormai quel diritto non dovesse più spettare esclusivamente agli alti dignitari. I tempi erano maturi per un nuovo indirizzo spirituale.

 .

Nei tempi antichi, ogni città aveva le sue Divinità cui indirizzarsi per ogni necessità. In caso di guerra, gli Dei dovevano sostenere l’esercito e da loro derivava, in teoria, la sorte del conflitto. Chi vinceva, sottometteva, non solo le popolazioni sconfitte, ma anche le Divinità perdenti. In pratica: si vinceva o si perdeva per merito o colpa di tali Divinità. In caso di insuccesso poi, era persino normale da parte della popolazione soccombente accettare di essere resi schiavi, in quanto era la loro Divinità che, adirata per presunte colpe, li puniva facendoli espiare.

In popolazioni così forzatamente ignoranti, costrette a vivere ed a morire per ragioni spesso incomprensibili, era scontato che la fede religiosa potesse costituire una forza psicologica molto importante per il controllo e la sottomissione della gente. Questa forza, costruita sulla paura dell’ignoto, è stata l’arma su cui si sono edificati gli imperi religiosi: si pensi alle opere monumentali fatte erigere in onore di tali Divinità e si avrà un’idea di quanto abbia influito la suggestione nel trascendente. 

.

Non si può neppure pensare che tutto sia stato organizzato in malafede, anzi al contrario. I sostenitori delle varie religioni erano assolutamente convinti di possedere verità soprannaturali. La fede religiosa era la risposta della ragione ai loro bisogni esistenziali. La loro capacità intellettiva ha solamente cercato le risposte tra i dati di cui potevano disporre a quei tempi.

 

Le grandi religioni monoteiste nascono ufficialmente con la scrittura dei Testi Sacri, i quali furono stesi raccogliendo le disposizioni che i profeti ottenevano tramite i sogni o le visioni. A quel tempo e per molto altro ancora, l’interpretazione dei sogni ha rappresentato una questione molto seria. La stessa denominazione di “divinazione” significa letteralmente: l’arte di prevedere il futuro attraverso l’interpretazione di eventi ritenuti segni dati dalle Divinità. Solo gli alti dignitari del culto erano delegati a tali interpretazioni. Gli Scritti Sacri, accuratamente custoditi, non erano mostrati ad alcuno; in pratica, colui che deteneva il potere religioso era l’unico interprete della volontà divina e tutto era organizzato in maniera che la sua parola non potesse essere discussa in nessun modo.

.

Oggi, se qualcuno dovesse proporre una nuova religione fondata su dei “sogni o visioni” rivelatori, sarebbe preso giustamente per pazzo, eppure, i fondamenti delle attuali religioni derivano proprio da questi presupposti storici: informarsi per credere. Sicuramente la maggior parte di coloro che apparteneva alle istituzioni religiose si sentiva investita della responsabilità di diffondere il volere divino, non si spiegherebbero altrimenti i grandi sacrifici compiuti da tanti osservanti in nome della causa. 

.

A quei tempi e per i secoli successivi, le credenze religiose sono state il fulcro dell’ordine sociale, ottenendo un grande potere e rispetto, anche perché il contestarle significava spesso rimetterci la vita.

.

Troviamo culti e divinità di ogni tipo, ne esistono per tutti i gusti e per ogni necessità.

.

Il fatto però, che siano sorte migliaia e migliaia di rivelazioni "Divine", la dice purtroppo lunga sulla credibilità che si può attribuire ad una filosofia che elargisce tante e diverse versioni della verità. Concezioni che dovrebbero invece, in teoria, 

.

provenire da un’unica matrice universale dovendo risalire

 alla fonte di un Dio.

.

A meno di ammettere che possano esistere tante verità differenti e ugualmente valide, cosa ovviamente assurda, appare scontata la natura immaginaria di tali ideologie. 

.

Per il credente non è neppure determinante dimostrare la verità oggettiva sulle origini e sui contenuti delle Scritture Sacre: è sufficiente che la fede gratifichi in qualche modo il suo sistema sensoriale ed egli vi aderisce ugualmente, anche se il farlo fosse dimostrato irragionevole. E’ un modo come un altro per crearsi un proprio mondo virtuale, in cui il significato è acquisito su basi astratte non rispondenti alla realtà, al solo scopo di ottenere un soddisfacimento sensoriale psicologico. 

.
L’evoluzione della società ha imposto spesso ai ministri dei culti religiosi la modifica della propria dottrina per adattarla alla critica dei fedeli. Tale critica, rivolta alle norme religiose stabilite, nasce dalla loro inadeguatezza nei confronti dell’evoluzione culturale: il fedele, pur ritenendo validi i principi morali della fede, ne contesta le interpretazioni che non prendono atto dei cambiamenti sociali dovuti allo sviluppo intellettuale. In questo modo la fiducia nella filosofia religiosa viene sempre più contestata provocando un considerevole calo nelle iniziazioni alla fede. L’aumento dell’istruzione crea inevitabilmente dei dubbi nell’osservante che non si accontenta più di aderire ciecamente alla dottrina come nel passato, ma si interroga sulle motivazioni che mandano disattese le aspettative di un mondo che sia giusto ed equo per tutti. 

.
I Testi Sacri sono spesso scritti per metafore in modo da poterli interpretare e adattarli ai cambiamenti sociali. Enunciare però delle regole in modo generico, senza alcun parametro di riferimento, causa molte formule dubitative ed è inevitabile che i detentori del potere religioso finiscano poi per attribuire a tali testi delle interpretazioni personali dettate dalla propria cultura e convinzione. L’unica matrice comune, rimasta perennemente inalterata nel tempo, è 

.

il rigetto di tutte le altre religioni. 

.

In realtà dietro tutto questo non esiste alcuna ricerca di un Dio universale, ma una difesa sistematica delle proprie convinzioni personali; persino i fedeli sono indotti a costruirsi una loro versione soggettiva rispondente più ad esigenze egoistiche individuali che non a quelle della propria fede ufficiale.

 .
Da quando ha avuto inizio la civiltà, nel mondo sono esistite un’infinità di religioni, in un proliferare di credenze, dottrine, dogmi, culti, sette e chi più ne ha più ne metta. Se andiamo a contarle scopriamo che sono un numero impressionante, 

.

non decine o centinaia ma addirittura decine di migliaia. 

.

Certo è che l’uomo, nella sua ricerca del soprannaturale, ha dimostrato una notevole e fervida immaginazione. Pensare poi che tra tanti profeti, apostoli, veggenti, annunciatori, indovini, stregoni, e quant’altro, il vero, solo, ed unico Dio, sia quello rappresentato dalla propria esclusiva fede, è quanto di più difficile si possa accettare per chi vuol fare buon uso della ragione. 

.
Nella maggioranza dei casi i credenti assumono la fede per tradizione dove la convinzione religiosa non deriva loro da una personale e sistematica indagine ma, al contrario, è accettata senza verifica alcuna, tramite la conoscenza di presunte verità enunciate da altri. La religione appresa per tradizione, o se vogliamo per adattamento alla società, possiede un significato alquanto differente da quella maturata attraverso la ricerca interiore dei propri bisogni spirituali. Siamo in presenza di un vero e proprio

.

 condizionamento psicologico

.

non certo degno di una società evoluta: fosse per le alte gerarchie religiose gli esseri umani dovrebbero smettere di pensare, senza mai discutere il loro operato. Spacciare la propria religione per assoluta verità poi, falsifica la realtà in quanto la fede rappresenta sempre e comunque solo un’opinione, una teoria immaginaria, senza alcun fondamento nella realtà. Occorre inoltre osservare che la motivazione principale che muove la gente verso la fede non è il desiderio d’amore verso i propri simili, ma è il convincimento di essere ricompensati dopo la morte per i sacrifici spesi in nome della loro religione.

.
L’analisi che la storia fa delle religioni è veramente spietata. Sbalordisce vedere la crudele dedizione dimostrata dai fanatici di certi dogmi. L’ottusa e cieca fiducia nei propri convincimenti, ha spinto all’intolleranza intere popolazioni. I risentimenti e gli odi connessi alla fede hanno afflitto l’umanità nel corso di tutta la sua esistenza. Gran parte della responsabilità di tutto questo è di coloro che hanno, inconsciamente, contribuito a fare di 

.

un’esigenza d’amore e di giustizia uno strumento di odio sociale. 

.

Con questo non si vuole affermare che senza le religioni non ci sarebbero state guerre e prevaricazioni, ma è indubbio che il potere religioso ha da sempre cercato di impedire alla filosofia razionale di dare quelle risposte che sono le sole capaci di costruire un mondo migliore. L’uso del culto religioso, come strumento di condizionamento culturale impositivo, è la manifestazione di come il pensiero umano possa essere indirizzato verso concezioni che, solo apparentemente contengono un orientamento all’amore per il prossimo, mentre, in realtà, possono costituire focolai d’intolleranza che culminano poi in aggressività, persecuzioni e mancanza di sviluppo. Non si dimentichi che è stata l’evidenza del pensiero razionale ha porre termine a delle assurde convinzioni religiose che hanno afflitto la società per gran parte della sua esistenza.

.

Non si vuole, ne si possono condannare coloro che, in buona fede e a volte a costo di enormi sacrifici o con la vita stessa, hanno pagato un tributo alle loro errate convinzioni. Chi aderisce per assunto a credenze religiose è sottoposto, spesso fin dalla nascita, a notevoli pressioni psicologiche tali da impedirgli un giudizio obiettivo della propria analisi teologica. Per questi credenti è estremamente difficile mettere in dubbio i dogmi della fede poiché tale possibilità è esclusa, per inammissibilità, dalla loro stessa dottrina.

.

 Influenzare però, chi non è libero di giudicare nel modo corretto il proprio pensiero, toglie ogni valore ai contenuti proposti.

 .
Le istituzioni religiose devono convincersi che gli uomini non hanno alcun potere sulle leggi fisiche universali, ma possono solo prenderne atto. Per conoscere tali leggi, Dio concede all’umanità la possibilità di formulare delle ipotesi. Successivamente, è la ragione che deve far capire agli uomini quali di esse sono in realtà leggi imposte da Dio. In quest’ottica, 

.

.

 

.

le molteplici versioni dei dogmi espressi nei secoli, compresi i molti errori commessi, vanno intese come:  

.

ipotesi di lavoro provvisorie in quel percorso evolutivo volto alla comprensione dei veri disegni di Dio. 

.

Ipotesi immaginarie, formulate in un cammino storico lungo e difficile, in cui l’uomo ha dovuto lottare contro le molte istintività ereditate dal regno animale. 

.

Un percorso migliorativo necessario ed obbligato affinché fosse consentito con il tempo di accedere ad una visione esistenziale capace di riunire in sé l’aspetto razionale a quello trascendentale.

.

 

.

.____________________________________________________________________________________

Home

..

Argomenti

Argomento successivo: Teologia e scienza